La notte prima di un live coverage è sempre un momento delicato per un Live Content Creator.
Non importa quante produzioni hai già fatto: quella tensione leggera, quel mix di concentrazione e adrenalina torna sempre.
Perché ogni evento è diverso, e ogni volta c’è una sfida da affrontare.
Ricordo ancora la sera che precedeva il mio primo rally con Toyota.
Non riuscivo a dormire. Continuavo a ripensare a tutto quello che mi era stato detto durante il brief: le auto che sarebbero passate una sola volta, le clip che dovevo assolutamente avere, i momenti che scorrevano così veloci che temevo di perderli.

Nel tentativo di calmarmi, mi sono sdraiato sul letto e ho iniziato a visualizzare la giornata.
Ho chiuso gli occhi, respirato a fondo, e provato a immaginare ogni scena, ogni movimento di camera.
Alla fine ho fatto persino una doccia fredda, mi serviva per scaricare l’adrenalina.
Ero teso, emozionato, e allo stesso tempo grato: stavo per fare il mio primo lavoro con Toyota, in una situazione completamente nuova e piena di responsabilità.
Oggi, con più esperienza, la vivo in modo diverso.
Certo, la carica c’è sempre ma è proprio ciò che ci tiene vivi e ci spinge a spaccare sul campo.

✔ Organizza tutto prima di dormire
Il live coverage non inizia quando premi REC, inizia la sera prima.
Ed è proprio lì che si gioca gran parte del lavoro.
Preparo lo zaino, controllo ogni cosa con calma: memoria libera sul telefono, batterie cariche, powerbank pronti, microfoni e luci portatili.
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📱 Memoria libera, sempre.
È la prima cosa che controllo. Se il telefono è pieno di vecchi progetti, carico tutto su un drive o sul computer e svuoto la memoria.
Avere spazio libero significa evitare blocchi, rallentamenti o peggio, dover cancellare clip durante l’evento.
🔋 Backup e batterie.
Porto sempre un secondo telefono o una camera di riserva.
Sembra eccessivo, ma basta un imprevisto e rischi di rimanere senza contenuti.
E poi carico tutto: powerbank, microfoni, stabilizzatori, luci.
📷 Pulizia e ordine mentale.
Pulisci bene le lenti, chiudi lo zaino e mettilo vicino alla porta.
Sembra una sciocchezza, ma sapere che è tutto pronto ti libera la mente e ti fa dormire più tranquillo.
💡 Tip da creator:
Durante la call con il cliente, mi segno subito sulle note le cose che devo portare.
Quella lista diventa la mia checklist personale. Dopo un po’ diventa automatica, ma finché non lo è… scrivila sempre.
Personalmente Trello è la piattaforma che preferisco per checklist ed organizzare al meglio il mio lavoro.
🧘 Prepara la mente prima del se
Un buon live coverage si fa con la testa, prima che con la camera.
La sera prima, visualizza la giornata: immagina i momenti chiave, le inquadrature che vuoi ottenere, le storie che vorresti raccontare.
Questo ti aiuta a essere proattivo e a reagire quando qualcosa cambia (perché succederà).
Anche se tutto è pronto, il vero mindset è: “so adattarmi a qualsiasi cosa”.
È questo che distingue un Live Content Creator da un semplice operatore video.
🔁 Non pensare a fare il video perfetto: pensa a catturare l’energia giusta.
🛏️ Dormi (anche poco), ma bene
Sembra un consiglio scontato, ma la qualità del sonno incide sulla qualità del racconto.
Meglio dormire 5 ore profonde che 8 di ansia.
La notte prima di un Live Coverage evita lo scroll infinito, imposta la sveglia (anche più di una non si sa mai), abbassa la luminosità e lascia il telefono in carica lontano dal letto, tanto il giorno dopo sarà nelle tue mani costantemente.
Il corpo riposato reagisce meglio: la mente sarà più lucida, e la mano più ferma.
☀️ La mattina del live coverage
La sveglia suona presto, anche se l’evento inizia tardi. Preferisco sempre arrivare con un’ora o mezz’ora di anticipo rispetto all’orario di convocazione: posso vedere con calma la location, portarmi avanti con alcune coperture o bermi un caffè in tranquillità.
Appena apro gli occhi, bevo un bicchiere d’acqua e mi preparo una colazione leggera ma sostanziosa, di solito salata: uova, un toast, qualcosa che mi dia energia per tutta la giornata.
Durante un live coverage può capitare di mangiare tardi, quindi partire con la giusta carica fa la differenza.
Poi controllo il meteo, rileggo il brief un’ultima volta e si parte: è il momento di dare il via al racconto.
Ogni decisione, ogni movimento, ogni sguardo diventerà parte del tuo linguaggio visivo e di quello del brand.

🎥 Un buon live coverage nasce dall’equilibrio tra controllo e istinto.
La notte prima di un live coverage non è per rilassarsi: è per focalizzarsi.
Ma la cosa più importante è ricordarti perché fai questo lavoro.
Perché ti piace stare dentro l’azione, catturare il momento, sentirti parte di qualcosa di grande.
E se anche qualcosa dovesse andare storto (un cavo, una batteria, un imprevisto) ricordati che un Live Content Creator trova sempre una soluzione.
Fa parte del mestiere.
Il successo di un live coverage si costruisce prima di premere REC.
Con organizzazione, calma ed il giusto mindset.
E tu, come vivi le ore prima di un live coverage?
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